STUDIO TECNICO DOTT. ING. GIUSEPPE SANTORO

BLOG D'INGEGNERIA

IL DISTACCO DA UN IMPIANTO DI RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO NEGLI EDIFICI CONDOMINIALI ESISTENTI (impianti a colonne montanti privi di sistemi di regolazione).
COSA ACCADE ALL'IMPIANTO TERMICO CENTRALIZZATO QUANDO UN CONDOMINO SI DISTACCA DA ESSO?
Nel caso di edifici condominiali esistenti dotati di impianto a colonne montanti privo di sistemi di regolazione accade spesso che alcuni condòmini, per ragioni di risparmio economico, decidano di installare un impianto di riscaldamento autonomo per il riscaldamento del proprio appartamento, ricorrendo al distacco dall'impianto termico centralizzato.

Sotto il profilo giuridico, il distacco dovrebbe essere preventivamente autorizzato dal Condominio, il quale può risultarne favorevole purchè detto distacco non comporti pregiudizi al funzionamento dell'impianto termico centralizzato per i restanti còndomini che ne continuano a fruire e non determini un aggravio dei costi relativi alle spese di esercizio dell'impianto medesimo; questi requisiti devono essere opportunamente dimostrati tramite documentazioni tecniche redatte da professionisti del settore.

 

COSA SI INTENDE PER SQUILIBRIO TERMICO DELL'IMPIANTO CENTRALIZZATO?

Per squilibrio termico s'intende una perturbazione dell'equilibrio iniziale del sistema dovuto ad una variazione della distribuzione del calore nelle varie unità abitative. In realtà questo tipo di impianti caratterizzati da un sistema di distribuzione a colonne montanti verticali che servono uno o due radiatori per piano dell'edificio, non essendo muniti di sistemi di taratura di portata e/o di pressione, sono già originariamente affetti da uno squilibrio termico nella distribuzione verticale (oltre che orizzontale) del calore poichè, affinchè sia garantita la minima portata di calore ai radiatori dei piani superiori, nei radiatori dei piani inferiori deve necessariamente circolare una portata superiore rispetto al minimo energetico richiesto. Tale scompenso determina inevitabilmente un surplus di calore ai piani inferiori, nei quali spesso lo squilibrio si avverte sensibilmente attraverso la rilevazione di eccessive temperature nei relativi ambienti (soprattutto se l'involucro edilizio è stato sottoposto ad interventi di ristrutturazione riguardanti l'isolamento termico di strutture o la sostituzione di infissi); l'impianto è quindi di per sè squilibrato in origine ed è basato su un sistema di distribuzione del calore energivoro, comunque in grado di garantire il minimo fabbisogno di energia nei radiatori di ciascun piano.

COSA SUCCEDE INVECE SE SI EFFETTUA IL DISTACCO DEI RADIATORI DI QUALCHE PIANO?

Il sistema non è in grado di adattarsi alle variazioni di richiesta di energia e pertanto, a seguito di una diminuzione di richiesta di energia dovuta alla dismissione di alcuni radiatori afferenti a qualche piano, l'impianto tenderà a raggiungere un nuovo equilibrio che dipenderà dalle caratteristiche idrauliche dello stesso (diametro tubazioni, perdite di carico, prevalenza delle elettrpompe presenti, collocazione altimetrica dei radiatori dismessi, etc); raggiunto il nuovo equilibrio non è da escludere che in alcuni radiatori possa tuttavia verificarsi una diminuzione della portata di fluido termovettore (generalmente acqua), la quale può influire sul rendimento di qualche radiatore e quindi sul rendimento del riscaldamento invernale in taluni appartamenti.

Dal punto di vista tecnico, il distacco di qualche radiatore implica sostanzialmente due effetti: sotto il profilo idraulico si rileva un aumento di pressione nelle tubazioni del sistema di distribuzione; tale aumento potrebbe provocare scoppi nelle tubazioni anche se, generalmente, gli incrementi di pressioni sono ben tollerati quando il distacco riguarda pochi radiatori; dal punto di vista energetico, il generatore di calore monostadio eroga un eccesso di calore, surplus che comunque rappresenta un ulteriore spreco di energia. Inoltre, il generatore può risentire sensibilmente della variazione di fabbisogno termico indotta dalla dismissione di alcuni radiatori, in termini di aumento della sua temperatura di esercizio: il termostato di esercizio farà spegnere in anticipo il bruciatore di calore, con conseguente aumento del numero di accensioni e spegnimenti orari dello stesso (il che comporta costi aggiuntivi per gli utenti del sistema centralizzato). Nelle condizioni di distacco dalla rete di alcuni radiatori, la caldaia potrebbe raggiungere facilmente elevate temperature che potrebbero mandarla in blocco. Cosa si può fare per rimediare a questa situazione? Abbassare la temperatura di esercizio del termostato di caldaia sembrerebbe la cosa più ovvia, ma siamo sicuri che scendere oltre una certa soglia sia sempre conveniente? Se si abbassa troppo la temperatura di caldaia potremmo incorrere verso fenomeni di condensa dei fumi di caldaia (che sono composti acidi), con conseguente rischio di corrosione del generatore.

In definitiva, un sistema progettato per lavorare in determinate condizioni non può adattarsi a variazioni, se non ricorrendo a modifiche sostanziali dello stesso.

I sistemi di TERMOREGOLAZIONE e CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE, resi ormai obbligatori dalla vigente legislazione al fine di contenere gli sprechi energetici negli impianti centralizzati, presuppongono, quindi, l'applicazione di modifiche rilevanti all'impianto termico esistente, non essendo lo stesso in grado di adattarsi autonomamente alle fluttuazioni nel tempo di richiesta di energia derivanti dalla varie utenze.

APRILE 2017.

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INDICE ARGOMENTI:

DISTACCO DA IMPIANTO DI RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO

INQUINAMENTO (INDOOR) DELL'ARIA INDOTTO DAL PARTICOLATO PM: COME PROTEGGERSI

CERTIFICAZIONE ENERGETICA EDIFICI E VALUTAZIONI IMMOBILIARI

RAFFRESCAMENTO ESTIVO EDIFICI RESIDENZIALI: L'INVOLUCRO EDILIZIO

INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO PER EDIFICI ESISTENTI

MUFFE E PONTI TERMICI

RISOLUZIONE PROBLEMI MUFFA E CONDENSA MEDIANTE CAPPOTTO TERMICO INTERNO

MUFFA E RICAMBI D'ARIA NELLE CAMERE DA LETTO: L'IMPORTANZA DELLA VMC

POMPE DI CALORE PER RISCALDAMENTO INVERNALE: QUANTO E QUANDO CONVENGONO?