STUDIO TECNICO DOTT. ING. GIUSEPPE SANTORO

BLOG D'INGEGNERIA

Blog dedicato ad aspetti tecnici attinenti il mondo dell’ingegneria; gli argomenti trattati sono frutto dell’esperienza maturata dall’autore nel corso della sua attività professionale. Il blog si rivolge a professionisti e non, con l’intento di fornire, adottando un linguaggio semplice e avvalendosi di concetti semplificati, informazioni, considerazioni, valutazioni che possano essere utili al lettore, nonché lanciare spunti di riflessione sui quali poter discutere. Scopo è, inoltre, sensibilizzare il lettore sull’importanza di un approccio tecnico, idoneo, sistematico, qualitativo e professionale, riguardo tematiche che, per essere comprese pienamente, richiedono indubbiamente un adeguato approfondimento tecnico, spesso sottovalutato e purtroppo, ai giorni nostri, non opportunamente valorizzato.
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IL CAPPOTTO INTERNO: QUALE SCEGLIERE ?

Premettiamo che isolare un’abitazione significa, sostanzialmente, preservare l’involucro dal freddo d’inverno e dal caldo in estate. Se questa, quindi, è la funzione principale cui deve assolvere un cappotto termico, è abbastanza intuitivo capire che è preferibile installare un cappotto esterno, cioè creare una barriera esterna all’ingresso del freddo o del caldo, a prescindere dalle caratteristiche termiche dell’involucro.

Questa soluzione non è tuttavia sempre attuabile, e in alcuni casi si è costretti ad agire dall’interno, ricorrendo a soluzioni che, se non opportunamente studiate, determinano la comparsa o l’aggravio di inconvenienti, quali muffe e condense superficiali.

Possiamo immaginare l’ambiente interno come un involucro più o meno impermeabile all’aria, nel quale si svolgono le attività umane che inevitabilmente producono nel tempo un’alterazione del clima interno; pensiamo, ad esempio, al vapore acqueo prodotto dal nostro corpo o quello sviluppato durante una doccia, o piuttosto il calore rilasciato da un elettrodomestico. Il problema consiste nel fatto che, appunto, l’aria dell’ambiente interno tenderà generalmente col tempo a saturarsi di umidità e questa umidità potrà in alcuni casi non essere espulsa in quantità sufficienti, vuoi per la mancanza di un adeguato ricambio d’aria, vuoi per condizioni climatiche esterne severe, che si riflettono nell’ambiente interno attraverso l’involucro edilizio (che lascia passare calore).

La condensazione dell’umidità sulle superfici può essere quindi controllata sino ad un certo punto adeguando l’involucro edilizio provvedendo al suo isolamento termico; tanto più calda sarà una superficie tanto minore sarà infatti la probabilità che su di essa si depositi umidità e condensa (l’umidità, come si sa, favorisce proprio la proliferazione delle muffe).

 

 

Ma se installo un cappotto interno, anche utilizzando il miglior isolante al mondo, riuscirò a risolvere il problema della muffa?

A quanto pare no, o meglio, dipende dalle circostanze. Generalmente nelle costruzioni esistenti, sprovviste di sistemi di ricambio dell’aria e nelle quali magari si installano nuovi infissi a perfetta tenuta all’aria, l’inconveniente non scompare. Questo perché l’aria interna tenderà a saturarsi di vapore acqueo che, per quanto incontri superfici più calde, prima o poi tenderà inevitabilmente a lambire le stesse e ad accumularsi.

Come posso quindi ovviare al problema della muffa? 

Un valido aiuto consiste nella scelta del tipo di isolante; ci sono infatti diversi tipi di materiali in commercio e la loro scelta andrebbe opportunamente ponderata. Se, infatti, scegliessi un materiale con elevate proprietà igroscopiche avrei la possibilità di attenuare i picchi di umidità dell’aria interna, ottenendo un beneficio in termini di salubrità ambientale. Ciò vuol dire che l’isolante funzionerà come una specie di serbatoio di umidità, in grado di contenerla nel momento in cui è in eccesso e rilasciarla nei momenti in cui è in difetto, seguendo il naturale principio dell’equilibrio.

A questo punto sembrerebbe piuttosto semplice la questione, tuttavia non ho tenuto conto di quello che potrebbe avvenire all’interno del muro o del soffitto rivestito dal cappotto.. perché?

Perché in base al materiale ed alla stratigrafia del muro si può creare il rischio di condensa interna o interstiziale (con degrado dei materiali e muffe). A seconda dei casi devo quindi prevedere o meno opportune barriere al vapore..

ma esistono diverse tipologie di barriere al vapore, quale scegliere?!

Ecco che quella che pensavamo fosse una questione piuttosto semplice si complica notevolmente per i non addetti ai lavori.

Aggiungerei, inoltre, un altro aspetto di non trascurabile importanza: se nell’ambiente ci respiro, affinché la sua aria non arrechi danno alla mia salute, che tipo di materiale e finitura devo usare? Limitiamoci a questa rassegna dei fattori da controllare per non indurre troppa confusione.

Si intuisce che le suddette considerazioni aiutano a sviluppare un’idea sull’argomento e a sollevare una serie di aspetti spesso sconosciuti o sottovalutati; certamente, come sarà facile comprendere e per le ragioni spiegate, esse non possono riportare indicazioni complete ed esaustive.

A questo punto, sarebbe meglio consultare un professionista e farsi consigliare.

GENNAIO 2020.

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INDICE ARGOMENTI:

IL CAPPOTTO INTERNO: QUALE SCEGLIERE?

INQUINAMENTO (INDOOR) DELL'ARIA INDOTTO DAL PARTICOLATO PM: COME PROTEGGERSI

RAFFRESCAMENTO ESTIVO EDIFICI RESIDENZIALI: L'INVOLUCRO EDILIZIO

MUFFA E PONTI TERMICI

DISTACCO DA IMPIANTO DI RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO

INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO PER EDIFICI ESISTENTI

RISOLUZIONE PROBLEMI MUFFA E CONDENSA MEDIANTE CAPPOTTO TERMICO INTERNO

MUFFA E RICAMBI D'ARIA NELLE CAMERE DA LETTO; LA VMC

POMPE DI CALORE PER RISCALDAMENTO INVERNALE: QUANTO E QUANDO CONVENGONO?